Il triangolo sì: Birra Torbata di Almond ‘22, Toscano Originale e cioccolata
di Terry Nesti
Dura è la vita del degustatore; vieni da una sessione di
degustazione di grappe e solo il giorno dopo devi ricominciare
a testare, anche perché ci sono scadenze e ogni tanto andrebbero
rispettate. Ma bando alle ciance e veniamo a noi: mi trovo davanti
una bella bottiglia con un’etichetta marrone, si tratta della
Torbata del birrificio pescarese Almond ‘22.
Ma questa idea di assaggio, come infondo ogni cosa,
ha la sua storia e forse, prima di stappare e accendere,
farei bene a raccontarvela.
Ho conosciuto Jurij due anni fa durante il Villaggio della Birra a
Bibbiano. L’incontro è stato un poco fuori della norma perché
abbiamo utilizzato Jurij come traduttore di Ben Vinken durante il
laboratorio su Birra e Sigari. Finito di degustare le birre del
laboratorio, ci ha però proposto una bottiglia della sua Torbata.
E qui siamo rimasti veramente sorpresi (anche Ben Vinken mentre
beveva ha assunto un’aria estasiata): avevamo trovato il punto di
congiunzione fra tra la birra ed il whisky di single malt scozzese.
Purtroppo questo nettare meraviglioso non è facile da reperire,
quasi tutta la produzione è destinata agli Stati Uniti che la
prenotano con largo anticipo.
Per potervi offrire le sensazioni di questa chicca ho dovuto
quindi dirigermi verso Pescara, in quel di Spoltore. Il birrificio
è piccolo ma estremamente lindo, si percepisce subito la cura
maniacale con cui Jurij si dedica alla produzione delle sue
creature. Stare ad ascoltare questo mastro birraio vuol dire
apprendere la passione di un innamorato gastronomo
(troppo riduttivo definirlo solo birraio), ma ci fa capire
anche lo stato d’animo che si muove intorno a tutto il
movimento in Italia; un movimento fatto ancora da persone
che si aiutano e si vengono incontro. Infatti ho trovato
nel birrificio un nuovo birraio di Piacenza e abbiamo
degustato anche un’interessantissima birra al Tartufo, ma
molti ne sono passati e ne passeranno da questo piccolo paesino
abruzzese per apprendere i segreti di questo mestiere artigiano,
poiché come dicono quelli di The Home Brew Company: “Dai ad un
uomo una birra e ci perderà un’ora. Insegnali a farla da
sé e ci perderà una vita intera.”
Il primo sigaro a cui ho pensato, ricordando la degustazione
di due anni fa, è stato l’Antico Toscano; ricordavo una barley
wine molto pastosa e complessa, ma anche abbastanza difficile
e non certo beverina. L’Antico mi sembrava il connubio
perfetto, se non che acceso il sigaro ed aperta la birra ho
dovuto cambiare idea, la birra era profondamente cambiata,
meno estrema, più rotonda e anche più facile. Certamente
meritava una variazione di sigaro, ho tagliato con la ghigliottina
lo stortignaccolo ancora acceso e sono andato all’humidor per
prelevare il nuovo prescelto.
La scelta è caduta sul Toscano Originale, prodotto nella Manifattura
di Lucca seguendo i sistemi di lavorazione completamente manuali
che esistono ormai da due secoli. Il tabacco utilizzato è
come sempre il Kentucky: le migliori foglie di provenienza
nordamericana sono selezionate per ottenere la fascia mentre
il ripieno è costruito con il trinciato fermentato di coltivazione
autoctona. Ha una stagionatura che dura almeno 12 mesi ed è
commercializzato con una fascetta tricolore con il profilo del
Granduca Leopoldo. In poche parole ci troviamo davanti ad
un sigaro con un gusto pieno, con un aroma intenso e
accentuato, con retrogusto nitido e secco. E’ un prodotto
maturo che sa regalare percezioni intense, adatto per meditare
o per conversare gradevolmente, il giusto connubio con questa
birra elegante che già al naso si mescola con gli aromi
del Toscano.
Nel bicchiere si presenta di color mogano tendente al vermiglio,
la schiuma è di un beige chiaro molto compatta, le bollicine sono
intense, l’odore è legato alla torba, ma pregustiamo già il sigaro
con sentori di cuoio e di tabacco. In bocca affiora anche un sentore
di frutta secca, ma soprattutto è dominante il torbato con sentori
salmastri che richiamano gli aromi degli Islay. L’unione che è già
perfetta al naso, si esalta in bocca, con gli aromi che diventano
caramellosi a contatto con il fumo, si addolciscono le punte di
entrambi i prodotti, il corpo persistente della birra lascia un
finale di torba che si sposa con i sentori di fermento
dell’Originale. L’effetto ciliegia qui è esaltato ai massimi
livelli anche perché ci sono momenti in cui non distinguiamo i
due livelli, beviamo il fumo o fumiamo la birra?
Devo dire che in realtà sento la mancanza di un camino acceso o lo scroscio del mare sugli scogli delle isole del nord, ed il mio divano e le mie gatte non fanno abbastanza atmosfera, mi rimane in bocca qualcosa di incompiuto legato al dolce. Anche se devo ammettere che la Torbata, quando è un poco più calda, esala aromi zuccherosi.
Mi ricordo però che il mio amico Fabio Bergaglio, di Bodrato Cioccolato, mi ha lasciato dall’ultimo Salone del Gusto alcuni cioccolatini. La mia scelta cade sui Bonet. L’idea di questo cioccolatino nasce da un dolce tipico piemontese fatto con cacao e amaretti sbriciolati trasformato in una pralina. Messo in bocca, per una volta tanto mi rendo conto di non aver sbagliato, la consistenza del fondente esterno e la ganache di cacao e amaretti completano la degustazione facendomi esclamare: “Il triangolo sì!”
Almond'22
Via Dietro le Mura, 36-38
65010 Spoltore (PE)
Tel. +39 - 392-3330333 www.birraalmond.com