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Il microbirrificio Almond ’22 è un gioiellino di sapori e profumi nel cuore di Spoltore. Ovviamente con le bollicine 

Fare il mastro birraio, nel ventunesimo secolo, è un modo di vivere. Un modo di essere. Una filosofia tutta scritta sul malto e sulla lingua mentre degusti quell’oro liquido che hai saputo miscelare con prudenza e caparbietà. Jurij ha gli occhi chiari che non tradiscono le sue origini svedesi, Valeria ha il sorriso accogliente di donna generosa. Jurij Ferri e Valeria Saraceni sono insieme da tanti anni, hanno due figli piccoli, Federico e Sara, e hanno una passione che si è trasformata in lavoro: creare birra. Sì creare, perché non basta mettere insieme gli ingredienti e lasciarli nelle botti metalliche e aspettare che qualcosa si muova. 
Luppolo, zucchero, spezie: le giuste quantità al momento giusto, nei tempi giusti e con “estro birraio” giusto. «Produciamo birre crude ad alta fermentazione - ha spiegato Jurij -. Tutte le nostre birre sono prodotte artigianalmente e rifermentate in bottiglia con metodo champenoise. Per preservare le qualità organolettiche, non sonosottoposte a filtraggio e pastorizzazione, è proprio questa caratteristica che dà pregio alle nostre birre». La materia prima è scelta con cura, e, pur di avere un buon prodotto, non si bada a spese: «Cerchiamo di attingere anche alle risorse locali – spiega Valeria - il miele biologico proviene dalle montagne abruzzesi,lo zucchero è preso dal circuito del commercio Equo e solidale. Usiamo l’acqua di Farindola e i malti, gli estratti di malto, il luppolo e i lieviti sono scelti tra i migliori disponibili sul mercato. E le spezie le scegliamo con cura e le prendiamo sempre in piccole quantità per avere sempre ingredienti freschi. Tutti gli elementi contribuiscono a creare delle birre originali ed eleganti». 
È un lavoro duro, quello del mastrobirraio da 700 bottiglie al mese, e nonostante i tanti estimatori della birra artigianale sono veramente pochi coloro che per tutta la Penisola hanno deciso di intraprendere questa strada: «Alcune volte ti senti solo. O forse solo un po’ incompreso. Poi basta vedere l’espressione del volto di chi viene a trovarti e degusta con gioia la tua creatura che subito pensi che tutti gli sforzi sono ripagati». E Jurij, che per la birra ha appeso al chiodo la qualifica di insegnante di inglese, è il braccio di questa azienda al centro di Spoltore, un vero pioniere in questo settore, anche se per molti in verità è stato un maestro: «Accogliamo curiosi e appassionati ogni sabato pomeriggio qui in azienda – dicono Jurij e Valeria -. Spieghiamo loro come avviene la nostra produzione, i processi, facciamo degustare loro le nostre birre e alcuni, che si appassionano, fanno con me dei veri e propri corsi. Poi tornano e mi fanno assaggiare le loro birre. È un’esperienza di scambio che arricchisce, che ti riempie dal lato umano». Non è un caso che il loro microbirrificio si sia trasferito dopo circa un lustro nello splendido borgo di Spoltore, dove proprio «il lato umano della gente è amplificato. Quando cammini per strada e tutti ti salutano, perché sei “il birrificio del paese”, perché ti conoscono tutti e fai parte di un mondo. Non nascondo che il mio sogno è un appezzamento di terra con un casolare che abbia le cantine.