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di Ivan Masciovecchio

Un mastro birraio di padre abruzzese e madre svedese. Che cerca di raccontare una terra e un legame con impegno, fatica e passione attraverso il lavoro quotidiano di piccolo artigiano del gusto. Che per le materie prime si rivolge al territorio che lo ha accolto. E che lancia una proposta da vero imprenditore

«Qualcuno assimila le nostre birre allo stile belga, altri a quello inglese. Io amo pensare che siano birre italiane, con un forte legame con il territorio, in grado di rispecchiare la personalità di chi le produce».

Così racconta Jurij Ferri, giovane mastro birraio, titolare con la moglie Valeria, del birrificio artigianale Almond ‘22, una delle realtà più quotate del movimento birraio italiano, recentemente premiata sulla Guida alle Birre d’Italia 2009 di Slow Food per la sua Farrotta quale birra di assoluto valore. Lo incontriamo nella nuova sede di Spoltore, mentre etichetta una delle sue ultime produzioni. «Nel 2003, quando abbiamo aperto, in Italia c’erano soltanto cinquanta birrifici artigianali – afferma Jurij con il suo eloquio veloce –.