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di Terry Nesti

Dura è la vita del degustatore; vieni da una sessione di degustazione di grappe e solo il giorno dopo devi ricominciare a testare, anche perché ci sono scadenze e ogni tanto andrebbero rispettate. Ma bando alle ciance e veniamo a noi: mi trovo davanti una bella bottiglia con un’etichetta marrone, si tratta della Torbata del birrificio pescarese Almond ‘22. Ma questa idea di assaggio, come infondo ogni cosa, ha la sua storia e forse, prima di stappare e accendere, farei bene a raccontarvela. 

Ho conosciuto Jurij due anni fa durante il Villaggio della Birra a Bibbiano. L’incontro è stato un poco fuori della norma perché abbiamo utilizzato Jurij come traduttore di Ben Vinken durante il laboratorio su Birra e Sigari. Finito di degustare le birre del laboratorio, ci ha però proposto una bottiglia della sua Torbata. E qui siamo rimasti veramente sorpresi (anche Ben Vinken mentre beveva ha assunto un’aria estasiata): avevamo trovato il punto di congiunzione fra tra la birra ed il whisky di single malt scozzese. Purtroppo questo nettare meraviglioso non è facile da reperire, quasi tutta la produzione è destinata agli Stati Uniti che la prenotano con largo anticipo.