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Birra Almond '22 - Natale 2013

di Jolanda Ferrara

Laboratori del «mastro» spoltorese alla kermesse torinese

SPOLTORE. Sono ben quattro i Laboratori del gusto tematicamente diversi che vedono protagonista al Salone del gusto di Torino (dal 21 al 25 ottobre) il mastro birraio di Spoltore Jurij Ferri con le sue birre artigianali sempre più apprezzate e premiate a livello internazionale. Ed è una anteprima la nuova birra Almond '22 prodotta a tiratura limitata (12mila bottiglie) per l'autunno che arriva, utilizzando il mosto fiore del trebbiano d'Abruzzo prodotto dalla cantina Valentini di Loreto; si chiama «Elena» in omaggio alla moglie di Francesco Valentini, titolare della blasonata cantina fondata dal padreEdoardo.

di Terry Nesti

Dura è la vita del degustatore; vieni da una sessione di degustazione di grappe e solo il giorno dopo devi ricominciare a testare, anche perché ci sono scadenze e ogni tanto andrebbero rispettate. Ma bando alle ciance e veniamo a noi: mi trovo davanti una bella bottiglia con un’etichetta marrone, si tratta della Torbata del birrificio pescarese Almond ‘22. Ma questa idea di assaggio, come infondo ogni cosa, ha la sua storia e forse, prima di stappare e accendere, farei bene a raccontarvela. 

Ho conosciuto Jurij due anni fa durante il Villaggio della Birra a Bibbiano. L’incontro è stato un poco fuori della norma perché abbiamo utilizzato Jurij come traduttore di Ben Vinken durante il laboratorio su Birra e Sigari. Finito di degustare le birre del laboratorio, ci ha però proposto una bottiglia della sua Torbata. E qui siamo rimasti veramente sorpresi (anche Ben Vinken mentre beveva ha assunto un’aria estasiata): avevamo trovato il punto di congiunzione fra tra la birra ed il whisky di single malt scozzese. Purtroppo questo nettare meraviglioso non è facile da reperire, quasi tutta la produzione è destinata agli Stati Uniti che la prenotano con largo anticipo.

Venerdì 27 ottobre si è svolta una serata con il birrificio Almond di Spoltore in provincia di Pescara e le Pizze presso La Fattoria di Roccaraso per presentare la Maxima +Info. In attesa della serata Massimo Maiorano (titolare del beershop AltroBere di Sulmona [Beershop in Italia]) aveva preparato con Giuliano (pizzaiolo e proprietario con la famiglia) de La Fattoria gli abbinamenti con le birre.

Il microbirrificio Almond ’22 è un gioiellino di sapori e profumi nel cuore di Spoltore. Ovviamente con le bollicine 

Fare il mastro birraio, nel ventunesimo secolo, è un modo di vivere. Un modo di essere. Una filosofia tutta scritta sul malto e sulla lingua mentre degusti quell’oro liquido che hai saputo miscelare con prudenza e caparbietà. Jurij ha gli occhi chiari che non tradiscono le sue origini svedesi, Valeria ha il sorriso accogliente di donna generosa. Jurij Ferri e Valeria Saraceni sono insieme da tanti anni, hanno due figli piccoli, Federico e Sara, e hanno una passione che si è trasformata in lavoro: creare birra. Sì creare, perché non basta mettere insieme gli ingredienti e lasciarli nelle botti metalliche e aspettare che qualcosa si muova. 
Luppolo, zucchero, spezie: le giuste quantità al momento giusto, nei tempi giusti e con “estro birraio” giusto. «Produciamo birre crude ad alta fermentazione - ha spiegato Jurij -. Tutte le nostre birre sono prodotte artigianalmente e rifermentate in bottiglia con metodo champenoise. Per preservare le qualità organolettiche, non sonosottoposte a filtraggio e pastorizzazione, è proprio questa caratteristica che dà pregio alle nostre birre». La materia prima è scelta con cura, e, pur di avere un buon prodotto, non si bada a spese: «Cerchiamo di attingere anche alle risorse locali – spiega Valeria - il miele biologico proviene dalle montagne abruzzesi,lo zucchero è preso dal circuito del commercio Equo e solidale. Usiamo l’acqua di Farindola e i malti, gli estratti di malto, il luppolo e i lieviti sono scelti tra i migliori disponibili sul mercato. E le spezie le scegliamo con cura e le prendiamo sempre in piccole quantità per avere sempre ingredienti freschi. Tutti gli elementi contribuiscono a creare delle birre originali ed eleganti». 
È un lavoro duro, quello del mastrobirraio da 700 bottiglie al mese, e nonostante i tanti estimatori della birra artigianale sono veramente pochi coloro che per tutta la Penisola hanno deciso di intraprendere questa strada: «Alcune volte ti senti solo. O forse solo un po’ incompreso. Poi basta vedere l’espressione del volto di chi viene a trovarti e degusta con gioia la tua creatura che subito pensi che tutti gli sforzi sono ripagati». E Jurij, che per la birra ha appeso al chiodo la qualifica di insegnante di inglese, è il braccio di questa azienda al centro di Spoltore, un vero pioniere in questo settore, anche se per molti in verità è stato un maestro: «Accogliamo curiosi e appassionati ogni sabato pomeriggio qui in azienda – dicono Jurij e Valeria -. Spieghiamo loro come avviene la nostra produzione, i processi, facciamo degustare loro le nostre birre e alcuni, che si appassionano, fanno con me dei veri e propri corsi. Poi tornano e mi fanno assaggiare le loro birre. È un’esperienza di scambio che arricchisce, che ti riempie dal lato umano». Non è un caso che il loro microbirrificio si sia trasferito dopo circa un lustro nello splendido borgo di Spoltore, dove proprio «il lato umano della gente è amplificato. Quando cammini per strada e tutti ti salutano, perché sei “il birrificio del paese”, perché ti conoscono tutti e fai parte di un mondo. Non nascondo che il mio sogno è un appezzamento di terra con un casolare che abbia le cantine.

Molti della nostra generazione, parlo di noi quarantenni, hanno avuto a che fare, da ragazzini, con un gioco didattico chiamato “Il piccolo chimico”. La maggior parte ha poi abbandonato le alchimie per dedicarsi ad altro, qualcuno invece è proprio diventato un chimico di professione, ma qualcun altro ha invece “girato” la sua passione per i “magici” intrugli e le loro reazioni, nell’alchimia che più aggrada il popolo dei gourmet: ovvero quella naturale del cibo, del vino e della birra. Jurij Ferri appartiene all’eletta schiera. 
È un birraio della seconda generazione, come ama definirsi, ossia arrivato dopo la prima schiera dei pionieri, da Teo Musso ad Agostino Arioli, e qualche anno in anticipo rispetto alla moda esplosa circa due anni fa. Quella che ha effettivamente portato alla ribalta il mondo della birra artigianale italiana. Questo dunque lo protegge dal sospetto di essere salito sul carro del vincitore e di essersi dedicato alla birra solo per l’intuizione del business. «L’Abruzzo è una regione un po’ isolata», racconta Jurij, «e quando ho iniziato a fare le prime birre in casa, non avevo mai assaggiato per dire una birra belga e nemmeno sapevo che cosa fosse il Baladin di Piozzo». 


Jurij ha alle spalle studi di chimica e una passione vera per la chimica delle fermentazioni, ma soprattutto aveva suo nonno. Padre abruzzese e mamma svedese, il nonno materno di Jurij ha tutte le caratteristiche di un personaggio da romanzo di Conrad. Imbarcatosi su una nave come mozzo ne diventa dopo anni di gavetta il vicecomandante, poi in Francia studia da chef e conclude la sua carriera nelle vesti di capo maitre del celeberrimo Moulin Rouge di Parigi. «Credo sia stato mio nonno, attraverso mia madre, a trasferirmi una sorta di “malattia genetica”», prosegue Jurij. «Mi sono appassionato presto alle alchimie, alle composizioni e ai profumi del cibo e del vino. Poi è scoppiata questa mania per la birra, alla quale mi sono dedicato prima in versione casalinga, poi con il mio birrificio». 

In un edificio risalente al 1870,sulle colline circostanti Pescara,nel 1922 le operaie pelavano a mano le mandorle per produrre i confetti Abruzzesi. 
Oggi si fa una birra starordinaria. 
Gli artefici sono Jurij Ferri e Valeria Saraceni. 
Jurij è originario della Svezia ma da anni risiede in Abruzzo. Egli sceglie con cura tutte le materie prime,attingendo anche alle risorse locali per preparare birre crude ad alta fermentazione. Il liele biologico è delle montagne abruzzesi,lo zucchero integrale è del circuito equo e solidale,l'acqua è di Farindola, i malti, i luppoli e i lieviti sono sceltitra i migliori disponibili sul mercato. 
La gamma è ampia: La Nigra, la Fredric, la Irie, la Farrotta, La Blanche De Valerie, la Torbata e la Grand Cru, la nostra preferita, una strong ale belga ambrata chiara, strutturata e complessa, adatta con le carni bianche e i formaggi. 
Tutte le birre Almond'22 sono rifermentate in bottiglia con metodo Champenoise e, per preservare le qualità organolettiche,non sono sottoposte a filtraggio e pastorizzazione. Si acquistano anche on line.

Nata come bevanda rituale dei popoli antichi e divenuta prodotto di largo consumo, la birra rivela oggi le sue nuove potenzialità come alchimia di aromi e di sapori 

Nell'epoca della globalizzazione e della serializzazione dei prodotti alimentari è sicuramente interessante scoprire il ritorno alle produzioni artigianali, che richiamano in gioco la naturalità delle materie prime, l'applicazione di processi di produzione tradizionali e l'impronta originale della creatività individuale. 
Nasce così la grande passione di Jurij Ferri e delle sue birre "Almond'22" che vengono prodotte artigianalmente, rifermentate in bottiglia con metodo champenois e non vengono sottoposte a flitraggio nè pastorizzazione per conservarne le proprietà organolettiche. 
L'azienda, nata nel 2003, aveva precedentemente la sua sede a Pescara Colli, in un antico edifico del 1870, dove nel 1922 venivano pelate manualmente le mandorle destinate alla produzione artigianale dei confetti: questa storia ha determinato la scelta del nome "Almond'22", poichè "almond" in inglese indica la mandorla, e soprattutto del processo di produzione che è completamente manuale, compresi imbottigliamneto ed etichettatura. 
Nascono così le varietà sorprendenti e gustose della birra Almond: Fredric (red ale), Irie (ale chiara), Nigra (stout), Grand cru (strong ale belga), Farrotta (ale chiara di farro), Torbata (barley wine) e le specialità stagionali Balù (ale di castagne e vaniglia) e Santa Claus (strong ale speziata). 

In Abruzzo a Pescara, il vulcanico Jurij Ferri produce nel suo Birrificio Almond'22 la Balù, una birra alle castagne davvero originale per l'utilizzo di rinomata farina di castagne della Garfagna, miele di castagno del Parco Nazionale d'Abruzzo e baccelli di vaniglia che le danno un tocco di unicità.

Siamo sulle colline che circondano Pescara, in un edificio risalente al 1870. Qui, nel 1922, le operaie pelavano a mano le mandorle per produrre i confetti abruzzesi. Oggi si fa una birra straordinaria.
Questo trascorso ha dato il nome all'attuale microbirrificio (infatti almond in inglese vuol dire mandorla). 

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